Contesto Energetico

Strategia governativa relativa allo sviluppo delle Energie Rinnovabili e delle tecnologie ambientali: l'obiettivo principale della politica nazionale per l'energia è quello di soddisfare il fabbisogno energetico del Botswana per lo sviluppo sociale ed economico in modo sostenibile. Stimolare la crescita economica sostenibile, promuovendo la concorrenza, l'efficienza e gli investimenti nel settore e quindi raggiungere la riduzione della povertà, migliorare gli accordi istituzionali e governativi nel settore energetico, migliorare la sicurezza energetica attraverso la diversità dell'offerta e attraverso la cooperazione e l'energia commerciale regionale, sono stati alcuni degli obiettivi principali della Politica Energetica Nazionale. La riduzione dei costi delle energie rinnovabili è un’opportunità per raggiungere questi obiettivi in modo economicamente efficiente. Per molto tempo, il governo ha lavorato per stabilire l'Autorità responsabile per l’energia del Botswana (o BERA) atta a svolgere un ruolo di vigilanza e regolamentazione. Il disegno di legge per la creazione di tale ente è stato approvato dal Parlamento del Botswana nell’estate 2016. Questa risoluzione arriva in un momento cruciale per lo sviluppo del paese, poiché il numero di investitori privati e internazionali che cercano di avviare progetti di produzione di energia nel paese è in aumento. Sebbene non sia stata stabilita una timeline per la creazione dell'Autorità, questo è un primo passo significativo nell’adattamento e aggiornamento del quadro legislativo del Botswana per supportare al meglio la necessità di nuovi investimenti indirizzati alla crescente capacità di produzione elettrica del Paese. L'Autorità si concentrerà sulla promulgazione di nuove norme per aggiornare e impostare in modo più dettagliato il pacchetto di leggi sull'approvvigionamento elettrico. Nel frattempo, una strategia per le energie rinnovabili è stata sviluppata in collaborazione con la Banca mondiale, che ha delineato una tabella di marcia attraverso il programma condotto dall’organizzazione Wealth Accounting and the Valuation of Ecosystem Services (WAVES) per promuovere lo sviluppo sostenibile. Infatti, un quadro di riferimento chiaro per gli investimenti nell’energia pulita aiuterà a raggiungere l’obiettivo del Botswana di diversificare il proprio mix energetico.

Contesto normativo dell’energia elettrica: il quadro normativo per la produzione di energia elettrica in Botswana è costituito dalla legge sull'approvvigionamento elettrico, nei termini in cui il Ministero delle Risorse Minerarie, dell’Energia e delle Risorse Idriche (MMEWR) è responsabile per la regolamentazione della produzione e distribuzione di energia elettrica. Pertanto, la legge pone un divieto di generazione o fornitura di energia elettrica, in assenza di una licenza rilasciata dal Ministro preposto. Fino al 2014 la legge ha fornito orientamenti minimi circa le procedure di autorizzazione, istituendo Botswana Power Corporation, di proprietà statale, come l’unico produttore di energia. Il nuovo quadro giuridico faciliterà l'ingresso del settore privato, in particolare dei produttori indipendenti di energia nel settore energetico, che fino ad ora è stato dominato da Botswana Power Corporation.

Sostenibilità ambientale: il Botswana sta perseguendo gli obiettivi di sostenibilità riconoscendo l'importanza di integrare il valore delle risorse naturali con i contesti nazionali preesistenti. L'aumento dell'urbanizzazione e di pratiche ambientali inadeguate hanno evidenziato la necessità di perseguire politiche ambientali sostenibili al fine di preservare le risorse naturali; le ricchezze ambientali sono state minacciate dall'aumento dei consumi e da effetti ambientali negativi come l'inquinamento, la deforestazione, il degrado del suolo, emissioni di gas serra. Pertanto il Botswana ha sottoscritto accordi e pratiche volte alla sostenibilità globale, impegnandosi ad integrare i valori economici, ambientali e socio-culturali. Questi imperativi di sostenibilità potranno permettere al Paese la transizione verso una green economy, al fine di sovvenzionare la crescita economica e gli investimenti, aumentando la qualità ambientale e l'inclusione sociale.

Energie rinnovabili: la domanda energetica del Paese è in aumento tanto da superare l’offerta. Le fonti energetiche del Botswana sono costituite principalmente da legna da ardere, gas di petrolio liquefatto (GPL), benzina, diesel e gas naturale. L’impiego del legno combustibile è diminuito nel corso degli anni, mentre il consumo di GPL e di energia elettrica è aumentato. In particolare, il paese è dotato di un ampio potenziale di energia solare; tuttavia gli impianti fotovoltaici, il biogas e il biodiesel rappresentano solo una piccola percentuale di approvvigionamento energetico.

Energia Solare

Il potenziale di energia solare in Botswana è di oltre 3.200 ore all’anno con una forza di 22 Mega Joule per ora (MJ/h). La radiazione solare media è eccellente, pari a 6,1 kWh/m2 al giorno, risultando uno dei punti con la maggiore irradiazione solare del mondo. Un certo numero di progetti-pilota di fotovoltaici sono stati avviati in Botswana sin dagli anni ‘90. Il Programma Nazionale di energia fotovoltaica per le zone rurali è stato elaborato nel 2003, allo scopo di esplorare la fattibilità di elettrificazione attraverso impianti fotovoltaici. Tuttavia, l'adozione di energia solare è stata lenta a causa di una serie di barriere, tra cui la diffusione di tecnologia, la produzione di un basso voltaggio elettrico e i costi. Problemi di percezione ancora ostacolano l'uso più ampio di energia solare, situazione aggravata dalla mancata corrispondenza tra prezzo e servizio elettrico tradizionale e solare, a sua volta dovuto alle differenze di sussidio governativo tra i due servizi. A causa dell’estensione geografica del Paese e della presenza di popolazione di piccole dimensioni in molti villaggi, la produzione off-grid di energia elettrica avrebbe un rendimento maggiore nel caso si disponesse di un impianto ibrido di energia solare e biogas. L’ibrido costituito da biogas e fotovoltaici, infatti, fornirebbe energia anche nella fascia oraria con il picco di consumo energetico, tra le 19 e le 18, differentemente dall’impianto fotovoltaico che richiederebbe l’istallazione di un sistema più consistente di batterie per immagazzinare energia.

Energia Eolica

Per quanto riguarda questa fonte di energia, il potenziale in Botswana è moderato. Secondo il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) la velocità media del vento all'altezza di 100mt è pari a 5-7 m/s.

Biogas

Il Botswana è uno stato dell’Africa del Sud, confina con la Namibia, il Sudafrica, lo Zimbabwe e la Repubblica della Zambia e non ha sbocchi sul mare.  Lo stato si estende per 582,000 km2 e ha una  popolazione di 2'214,848, la maggior parte localizzate nelle seguenti città: Gaborone, Francistown e Maun.

Il Botswana è un membro della Comunità di sviluppo dell’ Africa meridionale (SADC) e ha inoltre  aderito al protocollo sull’Energia, il quale prevede un integrazione e cooperazione regionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Il World Bioenergy Association definisce i biogas come: gas prodotti in condizione di anaerobiosi da diverse sostanze organiche, principalmente metano e diossido di carbonio. Tipiche materie prime utilizzate per la produzione dei biogas sono il letame e le acque reflue, gli scarti dell’agroindustria (per esempio il trinciato di mais),  la parte organica dei rifiuti delle case e delle aziende e colture energetiche tra cui granoturco e foraggi insilati[1].

Nel secondo comunicato del Botswana al UNFCCC il paese ha espresso  di voler sostituire la legna da ardere con l’uso del GPL e dei biogas.

La legna da ardere è principalmente raccolta a mano da singoli individui, in particolare donne, le quali cercano di soddisfare le loro necessità energetiche per cucinare e riscaldare. Tuttavia, ciò che ne deriva è una carenza di legname ed un impoverimento locale. La legna da ardere vieni utilizzata nel settore residenziale prevalentemente dalle famiglie nelle zone rurali, le quali ne consumano il 70%, mentre le famiglie nelle zone residenziali urbane ne consumano il 46%. Per le aree rurali, la sostituzione della legna da ardere con il GPL risulta, infatti, essere ancora una sfida. Per quanto riguarda invece, le istituzioni governative e le piccole e medie imprese commerciali, come principale fonte di energia utilizzano il legno combustibile diesel.

Attualmente il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo del Botswana (UNDP) sta implementando un progetto, finanziato dal Global Environment Facility (GEF) e dal paese stesso che promuove l’utilizzo dei biogas generati dai rifiuti agricoli nella parte sud-orientale del territorio.

Il progetto sopraindicato, beneficerà soprattutto le donne in quanto vedrà costruiti: impianti di biogas di piccola dimensione e fertilizzanti biologici. Questo ha come obbiettivo realizzare 1000 digestori di piccole dimensione, 3 di medie dimensioni (tra cui Lobatse BMC) e un digestore di grandi dimensioni per i rifiuti locali.

Il Botswana manifesta la necessità di un trasferimento di tecnologie per le diverse fasi della catena di produzione industriale dei biogas:

  • Biomassa: per la produzione di frammenti di legno conglomerati e lo sviluppo e la trasformazione  dell’erba elefante (pennisetum purpureum).
  • Per la produzione di biogas, trasferimento di energie per : le acque reflue, il grasso di macellazione e la discarica di rifiuti, utilizzati per generare i biogas[2].  

Agricoltura

Il Botswana ha una grande quantità di bestiame, il quale comprende circa 3 milioni di mucche, 31,330,000 polli e 1,200,00 capre e utilizza il letame come fertilizzante per la terra. E’ importante notare che il bestiame è sparso nei diversi campi e non viene concentrato nelle aziende agricole.

Nel paese, ci sono 31 aziende agricole di pollame registrate e 10 impianti di macellazione con una capacità di produrre all’anno dai 5,600 ai 5.8 milioni di polli da carne. In questo caso, il letame  viene centralizzato nelle aziende agricole. Annualmente viene prodotta una media di 86,000 t di letame proveniente dai polli, 439 milioni di litri di acque reflue e sangue ed 1.3 milioni di piume.

Ci sono 12 impianti locali di macellazioni, 30 impianti privati e 3 appartenenti al Botswana Meat Commission (BMC), il quale macella il seguente numero di mucche:

  • BMC Lobatse: 400-600 giornalmente;
  • BMC Francistown: 400 giornalmente;
  • BMC Maun: 120

Le mucche generano una quantità di concime pari a 20kg e il sistema di macellazione genera in media dai 2.3 ai 2.5 m3 di acque reflue.

L’attività impiegata dal Botswana di conservare e trasformare il sangue e il grasso proveniente dalla macellazione , rappresenta un potenziale da sfruttare. Inoltre, il BMC, possiede alcune capacità a livello industriale per il trattamento delle acque reflue ma non possiede le capacità tecniche per realizzare un progetto e per questo desidera ricevere un supporto. 

Coltivazione

La maggior parte del territorio del paese è occupato dal deserto e la maggior parte della comunità vegetale comprende arbusti ed alberi che si trovano in colline rocciose adatte al clima arido ed arbusti semi aridi. Sono inoltre sono presenti: paludi, foreste di caducifoglie e boschi.

La biomassa legnosa prodotta dagli arbusti della savana, oscilla tra i 3.6 alle 4.3 tonnellate per ettari annualmente. Nel  Veld africano le specie di acacia sono predominanti , mentre nella parte Est del Botswana  l’autunno è caratterizzato da specie di Peltophorum, Combretum, Terminalia, Colophospermum e Acacia.

Nonostante ci siano piantagioni di sorgo e granoturco, questi non vengono considerati per la cultura energetica, in quanto sono diretti  alla consumazione sia dell’essere umano che degli animali, al fine di salvaguardare il consumo dell’acqua e la sicurezza alimentare.

Discarica:

Il Botswana ha circa 17 milioni di tonnellate di rifiuti solidi locali, provenienti dalle 10 principali discariche e per il 2020 è prevista una crescita pari a 31 milioni di tonnellate.

I consigli distrettuali possiedono 20 discariche: 7 si trovano in città di media grandezza, come Selibe Phikwe, Lobatse, Jwaneng, Masunga, Serowe, Maun e Tamotswa; due nelle grandi città di Francistown e Gaborone ed una nella piccola città di Pilane. Altre sono in via di costruzione nelle città di Kasane, Kang e Ghantsi.

I tipi di rifiuti sono:

  • 40% rifiuti  inerti,
  • 35% rifiuti domestici,
  • 16% residui di costruzioni
  • 7.8% rifiuti biodegradabili
  • Altri (gomma, metallo, vetro, carta e carbone)

Sistema di smaltimento delle acque di scarico

Secondo il sistema di smaltimento delle acque di scarico e del sistema di manutenzione urbana, in Botswana nel 2020 verranno prodotti al giorno 300.000 m3 di acque reflue trattate[3].

Questo sottolinea la propensione del Botswana a voler gestire i rifiuti.  I rifiuti vengono gestiti in base a: la prevenzione, il riciclaggio, il trattamento e lo smaltimento. Inoltre, ci sono certe linee guida generali che determinano la gestione di certi rifiuti specifici come: gli scarti domestici, la carta, i rifiuti agricoli, gli  scarti di metallo, i rifiuti dell’industria alimentare e il fango proveniente dallo smaltimento delle acque di scarico. Si può quindi intuire, l’interesse da parte del Botswana nel ottenere tecnologie per il riciclaggio.

Attualmente a Gaborone e Francistown esistono già strutture per la produzione di biogas. Queste strutture che trattano le acque di scarico per la produzione di biogas, forniscono energia termica ai biodigestori e agli inceneritori.

Il Botswana nel 2008,  aveva raggiunto  una media di 16.9 milioni di tonnellate di acque reflue trattate.

Progetti in relazione ai Biogas già esistenti in Botswana:

Il settore alberghiero ha intrapreso iniziative ecologiche, mentre infatti, il Cumberland Hotel ha realizzato progetti nel settore dei biogas, il Gaborone Sun Hotel utilizza l’energia solare per soddisfare le sue necessità d’acqua calda[4]. 

Esiste inoltre una compagnia la quale vuole creare degli stabilimento per la produzione dei biogas, utilizzando le piante vetiver e la biomassa derivante dal macello. Questa compagnia ha già realizzato diversi progetti ed è in possesso di un terreno agibile, ciò di cui non dispone ed è in cerca sono possibili partner d’ investimento. 



[1] Fact sheet on Biogas - An important renewable energy source, consulted 09, 2017  at https://www.environmental-expert.com/news/fact-sheet-on-biogas-an-important-renewable-energy-source-376509

[2] Botswana 2d National Communication to the UNFCCC pg. 80

[3] Botswana Biomass Energy Strategy, Botswana Ministry of Minerals Energy and Water Resources Energy Affairs Division 2009

[4] Machachy Delly et al, Exploitation of Renewable Energy in the Hospitality Sector: Case Studies of Gaborone Sun and Cumberland Hotel, International Journal of Hospitality & Tourism Administration Administration. October 2015