Alla nostra direttrice, Diana Battaggia, il premio per l’Innovazione Angi

Roma, Italia - 14 Dicembre 2018

Alla nostra direttrice, Diana Battaggia, il premio per l’Innovazione Angi

Dobbiamo diventare estremisti della sostenibilità e segnare i 17 gol dello sviluppo

Roma, 14 dicembre 2018 - L’innovazione come pilastro per il miglioramento della vita di tutti e la sostenibilità come obbligo globale per garantire il futuro del pianeta. Questo il messaggio che Diana Battaggia, direttrice dell’ufficio italiano dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dello sviluppo industriale (UNIDO) ha lanciato durante il premio per l’Innovazione 2018 promosso dall’associazione Giovani Innovatori oggi alla Camera dei Deputati. “Dobbiamo parlare sempre di più di innovazione sostenibile e dobbiamo abituarci a considerare la sostenibilità come la sintesi estrema di futuro e innovazione, perché non dobbiamo mai dimenticare che l’obiettivo finale di ogni nostra attività dev’essere il miglioramento delle condizioni di vita di tutti. Che ce ne faremmo quindi di un’innovazione non sostenibile, di qualcosa, ad esempio, che ci permetta di spostarci molto velocemente ma che distrugga ogni cosa al suo passaggio?”.

Questo allarme “non è questione di ambientalismo o di moda” e men che meno di opinioni politiche, ha aggiunto Battaggia, che da quasi vent’anni si occupa esclusivamente di sviluppo industriale, quanto piuttosto “di una constatazione di ciò che è sotto gli occhi tutti”, ovvero che senza una “presa di coscienza non rimarrà più nulla da innovare perché non avremo più un pianeta per farlo”. La soluzione è già scritta negli SDGs, ovvero negli Obiettivi  di Sviluppo Sostenibile fissati dall’ONU per il 2030. Secondo l’alto funzionario UNIDO, che per dar forza alle sue tesi ha citato i dati diffusi durante il recente COP24gli SDGs sono una “speranza”, ma anche e soprattutto una “soluzione”.  “Se non facciamo al più presto tutti e 17 i gol che ci servono per vincere la partita della sostenibilità e dello sviluppo – ha detto - non ci sarà più un campo su cui giocare e non ci saranno più processi o prodotti da innovare: sarà tanto se riusciremo a sopravvivere. E’ per questa ragione che vi esorto a diventare estremisti dell’innovazione sostenibile, della sostenibilità, della speranza”.

Secondo Battaggia, le Nazioni Unite hanno cominciato questa battaglia parecchio tempo fa. “Quando fui chiamata a dirigere l’ITPO di Roma – ha raccontato - ricevetti l’incarico di dare all’ufficio una sferzata in termini di concretezza. L’Unido è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di industrializzazione e noi, qui a Roma, abbiamo la funzione di braccio operativo in Italia. Possiamo dire che il nostro compito è quello di fornire sia il pesce che le canne da pesca. Per farlo puntiamo sul trasferimento di tecnologia: l’obiettivo è rendere questi Paesi competitivi sui mercati; quindi agiamo sulla loro partecipazione al know how attraverso joint ventures. Una delle nostre iniziative più frequenti, ad esempio, consiste nell’individuare nuovi talenti in campo tecnologico e promuoverne le attività”. Estremisti dell’innovazione e della sostenibilità, appunto.